Hydrengea macrophyla
Casa e Giardino

Ortensie voluminose e rigogliose, la giusta potatura di febbraio

È arrivato il momento di prendersi cura delle ortensie! La fine dell’inverno e quindi il periodo di fine febbraio/massimo primi di marzo, è il momento perfetto per potare queste piante rigogliose, ancora in riposo vegetativo che a partire da giugno produrranno dei grandi e meravigliosi fiori, voluminosi e spumosi, da godersi fino all’autunno!

Se hai delle ortensie in vaso o in giardino, non perderti i preziosi consigli di potatura da seguire ogni anno che le renderanno le più belle e voluminose del vicinato!

Prima di tutto occorre capire quale tipo di ortensia si possiede. Le ortensie più comuni sono due: la Hydrangea macrophylla e la Hydrangea Paniculata

Capire quale ortensia si sta curando è molto importante perché ognuna delle due varietà viene potata in modo diverso.

Hydrengea macrophyla (Ortensie dei fioristi)

La Hydrengea macrophyla è, tra le due, la più comune e se vogliamo, anche la più originale, perché i suoi colori cambiano da un giardino all’altro.

I suoi fiori sono grandi, dall’aspetto soffice e la forma tondeggiante. Il loro colore va dal rosa molto chiaro al rosa intenso e al blu. 

Il colore delle ortensie, fatta eccezione per quelle bianche, varia a seconda dell’acidità del terreno: un terreno a pH più acido (inferiore a 6) farà tendere i colori dei fiori verso il blu, mentre il rosa sarà visibile dove il terreno è più basico/ alcalino (con pH superiore a 6).

Un modo per controllare il pH del terreno? Se per esempio volete rendere le vostre ortensie blu provate a mischiare dei fondi di caffè al terreno, oppure ad usate dei prodotti specifici che trovate nei negozio di giardinaggio.

Hydrengea macrophyla ortensie dei fiortisti

Hydrangea Paniculata

L’altro tipo di ortensia che troviamo molto spesso nei giardini italiani è la Hydrangea Paniculata che presenta anch’essa grandi e soffici fiori, ma a forma di “pannocchia” e dal colore quasi sempre bianco. Una pianta dall’eleganza che non passa mai inossservata.

Hydrangea ortensie Paniculata

La potatura delle ortensie

Iniziamo parlando della potatura dell’ Hydrengea macrophyla.

Bisogna sapere che, a differenza di molte piante fiorifere, l’Hydrangea macrophylla fiorisce sui rami dell’anno precedente. Per avere una fioritura abbondante dell’ortensia non bisogna quindi tagliare questi rami.

Ma come riconoscerli senza rischiare di compromettere la prossima fioritura? 

È semplice!

I rami da mantenere sono visibilmente più giovani, non sono legnosi e all’apice presentano una singola gemma che darà vita ad un grosso fiore. 

 I rami più vecchi di un anno, invece, si possono potare all’altezza desiderata. Essi sono già fioriti l’anno prima, producendo un grande fiore e sono riconoscibili perché all’apice presentano ancora i fiori secchi, se non li abbiamo tagliati prima.  È possibile tagliare questi rami di due anni ad altezze diverse, magari poco sopra le gemme che si trovano lungo il ramo e che probabilmente produrranno nuovi fiori più piccoli rispetto a quelli dell’anno precedente. I rami che hanno più di due anni sono da tagliare alla base e sono riconoscibili perché hanno un aspetto più legnoso e soprattutto non presenteranno gemme. 

Alla base, o nel punto in cui iniziano ad inclinarsi, possono essere tagliati anche i rami che, indipendentemente dall’età sono cresciuti storti e ostacolano la crescita del cespuglio percorrendolo di traverso. 

Alla base, possono essere tagliati eventuali rami spezzati o molto vecchi. Per una questione di pulizia della pianta rimuoviamo anche eventuali foglie secche o marce per permettere all’aria di circolare meglio e impedire la formazione di muffe.

E la Hydrangea Paniculata? Non ce la siamo dimenticata!

I fiori di questa ortensia si formano sui rami nuovi che, al momento della potatura stanno per nascere dalle gemme. Possiamo quindi tagliare tutti i rami appena sotto o appena sopra le gemme che in pochi mesi cresceranno e si trasformeranno in rami sormontati da bellissimi fiori a forma di pannocchia.

Potatura Ortensia

I giusti strumenti per la potatura: come salvare le ortensie da muffe, funghi e altre malattie. 

Ma i consigli non finiscono qui!

Non basta potare le ortensie nei giusti punti, bisogna anche sapere quali strumenti usare e come. Prima di tutto non dimenticate i guanti da giardinaggio. E poi ricordate che per ottenere un lavoro degno di nota ed evitare l’ammalarsi dell’ortensia, bisognerà usare delle cesoie di qualità, ben affilate ed efficaci. Per la potatura della maggior parte dei rami bastano quelle dal manico corto, ma per i rami che vengono tagliati alla base, specie se la nostra ortensia è molto grande, è meglio usare delle forbici dai manici lunghi.

Il taglio della potatura deve necessariamente essere netto e preciso e non deve assolutamente lasciare i rami sfilacciati o schiacciati, perché potrebbero morire e/o ammalarsi. I tagli dovrebbero essere obliqui, in modo che l’acqua piovana o dell’innaffiatura scorra verso il basso senza creare ristagni.

Se avete più di un’ortensia poi, è opportuno sterilizzare le cesoie ogni volta che si cambia pianta, in modo da non trasmettere eventuali malattie. Per sterilizzare le cesoie potete usare dell’alcol o il calore di una fiammella.

Un ultimissimo ed ulteriore consiglio? Dopo aver eseguito la potatura, concimate l’ortensia con un concime specifico per acidofile, sempre rispettando le dosi segnalate nella confezione mi raccomando!

ortensie bellissime

Se seguirete questi semplici accorgimenti non potrete sbagliarvi ed otterrete una fioritura davvero invidiabile. 

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